Perché questo progetto lussemburghese merita molta più attenzione di quanta ne stia ricevendo.
Esiste un’app sociale costruita in Europa, che non ti chiama “utente” ma “persona”, che non vende i tuoi dati agli inserzionisti e che ti restituisce il controllo su cosa vedi nel tuo feed. Si chiama Monnett. Ed è fatta dannatamente bene.
Non è l’ennesima copia di Instagram con la bandierina europea incollata sopra. È un progetto che, per come è pensato, tocca esattamente i nervi scoperti di cui parlo da tempo su questo blog: sovranità digitale, privacy reale, rifiuto dei monopoli algoritmici.
Ti spiego perché lo sto seguendo con attenzione, e anche perché ti conviene farlo.
Cos’è Monnett (in trenta secondi)
Monnett è un social network fondato nel 2025 in Lussemburgo da Christos Floros, architetto e attivista politico. Il posizionamento è netto, senza mezze misure: “Social media made for humans” social media costruito per gli esseri umani, non per i bot, non per gli algoritmi, non per l’AI.
L’apertura al pubblico in early access è avvenuta il 15 ottobre 2025. Dopo una beta che ha superato i 100.000 registrati (con picchi di oltre 43.000 utenti attivi a settimana), la prima versione completa è uscita proprio in questo ottobre 2026, insieme a un modello di membership a pagamento.
Il mercato più grande oggi è la Germania (oltre 35.000 iscritti), con il Lussemburgo come paese a più alta penetrazione. L’Italia, per ora, è ancora ai margini. Ed è un peccato, come ti spiego dopo.



Le 4 caratteristiche che lo rendono diverso (e serie)
Ho letto la documentazione e provato la logica dell’app. Ecco cosa la distingue davvero, al netto del marketing:
1. Il feed è tuo, non dell’algoritmo
Questa è la differenza sostanziale. Su Instagram o TikTok, un’intelligenza artificiale decide cosa ti fa guardare per massimizzare il tempo che passi sull’app. Su Monnett tu controlli cosa vedi. Il feed della Home è riservato agli amici, in ordine cronologico. La sezione Discovery è personalizzabile da te. C’è persino una funzione “Distance” che ti fa scegliere quanto lontano devono arrivare i contenuti suggeriti.
Non è una funzione secondaria: è l’intera filosofia. Un report della Bertelsmann Stiftung ha rilevato che il 74% degli europei vuole più controllo sugli algoritmi. Monnett nasce esattamente per rispondere a quella richiesta.
2. Niente AI slop, niente LLM
Monnett non usa modelli linguistici di grandi dimensioni né machine learning per categorizzare o raccomandare post. Non ha “compagni di chat AI”. Vietano esplicitamente i contenuti generati in massa dall’intelligenza artificiale. In un 2026 in cui i feed stanno annegando nel rumore sintetico, è una scelta controcorrente che vale da sola la prova.
3. Privacy by design, non di facciata
I messaggi sono crittendati end-to-end. Non vendono i tuoi dati comportamentali agli inserzionisti. Elimini un selfie e quello sparisce davvero, non resta in qualche database a costruire il tuo profilo psicologico. È la stessa logica che applico quando consiglio Matomo al posto di Google Analytics: se il prodotto è gratuito, il prodotto sei tu. Qui il prodotto non sei tu.
4. Reach vera, niente shadowban
Se qualcuno ti segue, vede quello che pubblichi. Punto. Non c’è l’algoritmo che decide di “premiare” o “punire” i tuoi contenuti per tenerti agganciato. La tua comunità è tua, raggiungibile in modo semplice.



Il perché filosofico (che spiega tutto)
C’è un dettaglio che mi ha colpito e che spiega l’anima del progetto. I fondatori si ispirano al filosofo francese Henri Lefebvre e al suo “Diritto alla Città”. Monnett declina lo stesso concetto in quello che chiama “Diritto al Sociale”: rivendicare i beni comuni digitali sottraendoli alla manipolazione e al rumore sintetico.
Non è un’app fatta da ingegneri che hanno letto un manuale di growth hacking. È un progetto con una visione politica e culturale precisa: dimostrare che l’Europa può costruirsi le proprie piattaforme, riflettendo i propri valori democratici e di privacy, partendo dal Lussemburgo, hub storico di neutralità.
Il rovescio della medaglia (perché te lo dico onestamente)
Sarei disonesto se ti raccontassi che Monnett sta per “uccidere Instagram”. Non succederà. E qui serve lucidità, non entusiasmo da tifoso.
- L’effetto rete è il vero muro. Un social vale quanto le persone che ci sono. Con 100.000 iscritti concentrati tra Germania e Lussemburgo, in Italia oggi trovi poca comunità. Se il tuo pubblico è italiano e locale, Monnett da solo non ti porta clienti.
- Il modello in abbonamento cambia tutto. Passare dal gratuito alla membership è una scelta coraggiosa (ti libera dal doverti “pagare” vendendo dati), ma alza la barriera d’ingresso per gli utenti.
- È un progetto piccolo. Le cifre, per quanto in crescita, sono arrotondamenti rispetto ai giganti che contano centinaia di milioni di utenti e miliardi di ricavi.
Quindi perché dovrebbe interessarti (a te, che fai impresa)?
Non perché devi migrare il tuo business su Monnett domani mattina. Ma perché Monnett è un segnale.
È la prova concreta che la domanda di un digitale diverso — europeo, etico, trasparente — esiste ed è in crescita. È lo stesso segnale che arriva dal progetto pilota della Svizzera che abbandona Microsoft 365, o dalle aziende che scelgono Matomo invece di Google Analytics. Il mercato si sta spostando verso la sovranità digitale, e chi lo capisce per primo costruisce un vantaggio competitivo reale.
Per un’azienda, questo significa una cosa pratica: iniziare a ragionare su canali e strumenti che possiedi davvero, invece di costruire tutto su terreni in affitto (i social di Big Tech) che possono cambiare regole, prezzi e algoritmi da un giorno all’altro.
Monnett non è la destinazione. È una bussola che indica la direzione.
Conclusione: provalo, ma con la testa giusta
Se ti interessa il tema, scaricalo, usalo per un paio di settimane, osserva come ti fa sentire un feed che controlli tu invece di uno che ti controlla. Poi prendi la decisione giusta per il tuo business: probabilmente non lascerai Instagram, ma potresti iniziare a diversificare, a costruire un asset tuo (il sito, la newsletter, una community) che nessun algoritmo può spegnerti.
È esattamente il ragionamento che porto avanti con i miei clienti: non costruire il tuo business sulla sabbia di piattaforme altrui.
PS se vuoi seguirmi su Monnett mi trovi QUI

